Il fotovoltaico nel 2016

Installare un impianto fotovoltaico conviene ancora? Questa è la domanda che molti oggi si fanno, soprattutto da quando, nel lontano 2013, sono terminati gli incentivi del conto energia “lasciando il posto” alle detrazioni fiscali. Dal 2008 al 2013 sono stati introdotti 5 diversi “conto energia” in 5 anni che hanno creato non poca confusione e continue incertezze normative.

Come funzionava l’incentivazione del fotovoltaico

In tempi di incentivi  si acquistava l’impianto, che allora aveva prezzi molto elevati (fino anche a 7.000 euro per kwp chiavi in mano), si faceva domanda in Comune per l’Autorizzazione edilizia, si facevano le pratiche di allaccio con ENEL e si facevano le pratiche di richiesta degli incentivi al GSE; con l’approvazione del GSE, per ogni kWh prodotto dall’impianto veniva corrisposta la tariffa incentivante. Con lo “scambio sul posto”, oltre agli incentivi c’era (e c’è ancora) la compensazione tra immissioni e prelievi della rete elettrica, oltre ai benefici dell’autoconsumo: in pratica, consumando istantaneamente l’energia autoprodotta si evita il prelievo dalla rete con il conseguente risparmio in bolletta.

Questo sistema ha creato, nel bene e nel male, un vero e proprio boom del fotovoltaico italiano portandolo ad essere, nel giro di pochi mesi, il primo mercato al mondo.

Il fotovoltaico nel 2016

Oggi gli incentivi sono terminati ed il “modello di investimento” legato al fotovoltaico si è completamente rivoluzionato, sia per i grandi impianti industriali, sia per i piccoli impianti residenziali. In ogni caso, ed è cosa da non sottovalutare, la contropartita della fine degli incentivi è stata la forte riduzione dei prezzi delle installazioni, fino ad oltre 2/3 rispetto ai primi fotovoltaici incentivati (oggi si spende fino a meno di 2.000 euro per kw “chiavi in mano”).

Pertanto, oggi, il rapporto tra costi e benefici dell’investimento per un impianto fotovoltaico non è poi così diverso e i tempi di rientro della spesa iniziale possono considerarsi molto simili.

Quindi, si può certamente affermare che anche oggi il fotovoltaico può ancora risultare conveniente ma, ad una condizione fondamentale, ovvero l’ autoconsumo. Non si tratta più di produrre “più energia possibile” per avere guadagni immediati, ma di produrre l’energia necessaria al soddisfacimento della propria domanda di energia.

Il fotovoltaico è ancora oggi conveniente se installato nell’ottica dell’autoconsumo, ovvero, il risparmio in bolletta diventa la voce di “guadagno” rilevante, che può essere garantito con l’autoproduzione di energia. In definitiva, sulla reale convenienza oggi dell’investimento fotovoltaico non esiste una risposta in senso assoluto, ma esistono alcune condizioni di installazione e di utilizzo dell’impianto che fanno dell’operazione un investimento più o meno conveniente in termini di rapporto tra costi e benefici.

Oltre ai discorsi meramente economici, si dovrebbe porre l’attenzione e dare giusta importanza anche alla convenienza ambientale e collettiva: è sotto gli occhi di tutti come produrre energia col fotovoltaico porti all’abbassamento delle emissioni di gas derivanti dalla combustione delle fonti fossili. La riduzione delle emissioni ha i suoi effetti positivi sulla salute pubblica e sulla salubrità del territorio.

La convenienza economica del fotovoltaico è relativa ad almeno 6 fattori:

  • il prezzo attuale dell’energia in bolletta: quanto più costa l’energia in bolletta, tanto più sarà conveniente autoprodurla col fotovoltaico
  • il costo di una installazione “chiavi in mano” e di un eventuale sistema di accumulo: più il prezzo di installazione è basso, prima si riuscirà ad ammortizzare il costo dell’impianto in tempi rapidi
  • l’aumento del costo energetico per i prossimi 25-30 anni (inflazione, esaurimento delle risorse, equilibri geopolitici internazionali): trend di crescita del prezzo dell’energia elettrica
  • la quantità di energia producibile dal mio impianto per i prossimi 25-30 anni: in base alle modalità installative e regione si va dai 1.100 ai 1.500 kWh per kWp all’anno
  • la quantità di energia che sono in grado di autoconsumare e di immettere in rete: conviene autoconsumare l’energia prodotta, evitando il più possibile il prelievo di elettricità della rete Enel
  • la presenza o meno di incentivi, contributi pubblici o detrazioni fiscali: il fotovoltaico ed i sistemi di accumulo a batterie per autoconsumo domestico sono detraibili al 50% se contemplato nell’ambito di una ristrutturazione edilizia, dimezzando di fatto il costo effettivo dell’impianto e del suo periodo di ammortamento

In conclusione, l’autoconsumo, se ben sfruttato, permette di ridurre in maniera considerevole l’acquisto di energia elettrica dalla rete, energia che costa minimo 0,20 €/Kwh. Conviene dunque sfruttare per quanto possibile la gratuità dell’energia autoprodotta ed autoconsumata. Consideriamo che il prezzo dell’energia in bolletta è ancora molto dipendente dalle importazioni delle materie prime ed è ancora troppo dipendente da imposte, “costi di servizio”, ecc.. : l’autoproduzione elettrica “mette al riparo” dai rincari dell’energia elettrica. Un ultimo vantaggio degli impianti fotovoltaici è infine legato ai bassi costi di funzionamento e manutenzione che contribuiscono, rispetto ad altre forme di generazione, a mantenere tempi di rientro economico tra i 6 e i 12 anni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *